Furto di identità: che cosa fare, come denunciarlo e come rimettere le cose a posto
Dopo un furto di identità chiama subito la banca o il servizio da cui escono i soldi, poi fai denuncia a Polizia o Carabinieri e blocca documenti, SPID e password. La copia della denuncia ti servirà per tutto il resto.

Che cosa fare nelle prime ore
Se stai leggendo perché un messaggio ti ha avvisato che la tua identità è stata rubata, non usare il numero o il link contenuti in quel messaggio. Cerca tu i contatti ufficiali. Dopo un furto vero arriva spesso un secondo contatto da parte di chi finge di volerti aiutare.
- Chiama subito la banca o la società dove è successa la frode. Usa il numero sulla carta, sull’estratto conto o sul sito ufficiale. Chiedi di bloccare carte e accessi, di fermare le operazioni ancora in corso se è possibile, e annota il numero della pratica.
- Metti al sicuro prima l’email, poi i conti. L’email è il canale da cui si recuperano quasi tutte le altre password. Cambiala da un dispositivo di cui ti fidi, poi cambia le password di banca, app di pagamento e social, e attiva la verifica in due passaggi dove possibile.
- Blocca lo SPID se pensi che sia stato usato. Entra nell’area del tuo gestore, controlla gli accessi e chiedi la sospensione dell’identità digitale. Le regole dell’AgID prevedono che, quando la chiedi per sospetto uso fraudolento, il gestore la esegua subito.
- Blocca i documenti rubati. Per la carta d’identità elettronica il Ministero dell’Interno indica il numero 800098558 per chiedere il blocco.
- Scrivi tutto mentre succede. Data, ora, con chi hai parlato, numero di pratica, che cosa ti hanno promesso. Conserva lettere, email e SMS. Questo diario è quello che rende efficaci i reclami più avanti.
Come capire se ti hanno rubato l’identità digitale
Ti hanno probabilmente rubato l’identità digitale se ricevi un avviso di accesso all’app IO che non hai fatto tu, se arrivano lettere o solleciti per prestiti, carte o contratti che non hai mai chiesto, oppure se un rimborso fiscale o un pagamento che aspettavi finisce su un IBAN che non è il tuo. Basta uno di questi segnali per controllare subito.
- SPID. Entra nell’area riservata del tuo gestore e guarda gli accessi recenti. Chi ha i tuoi documenti però può creare una seconda identità SPID presso un altro gestore, come spiega più sotto la sezione sul furto che la Centrale dei Rischi non vede: per questo conta anche controllare l’IBAN registrato all’Agenzia delle Entrate e all’INPS.
- App IO. Se vedi un accesso che non riconosci, la guida di IO indica di bloccare subito l’accesso all’app dal sito di IO, di conservare il codice di ripristino che ti viene mostrato, di chiedere al gestore la sospensione dell’identità digitale e di fare denuncia.
- CIE. Se la carta d’identità elettronica è stata rubata o persa, chiedi il blocco al numero 800098558 indicato dal Ministero dell’Interno.
- Prestiti e carte. Un finanziamento aperto a tuo nome compare nella Centrale dei Rischi della Banca d’Italia e nelle banche dati come CRIF, che puoi consultare gratis come spiegato più avanti.
Come fare denuncia
In Italia la denuncia si presenta alla Polizia di Stato, ai Carabinieri o alla Polizia Postale, che si occupa dei reati informatici. Usare il nome di un’altra persona per procurarsi un vantaggio o fare un danno è un reato: l’articolo 494 del codice penale punisce la sostituzione di persona. Nei casi concreti possono esserci anche altri reati, come la truffa o la frode informatica, e a valutarli è chi riceve la denuncia.
Porta con te:
- un documento d’identità valido, o un altro documento se quello è stato rubato;
- gli estratti conto, le lettere di finanziarie o di gestori telefonici, le email e gli SMS ricevuti;
- i numeri delle pratiche aperte con banca e società;
- un elenco ordinato dei fatti con le date.
Chiedi la copia della denuncia prima di uscire. Ti servirà con le banche, con le finanziarie che hanno concesso un prestito a tuo nome, con il gestore SPID e con il Comune per rifare la carta d’identità: secondo il Ministero dell’Interno, dopo il furto della carta d’identità elettronica si sporge denuncia e la si consegna all’ufficio del Comune.
Per lo smarrimento di alcuni oggetti e documenti, tra cui la carta d’identità e il cellulare, il portale Denunce online della Polizia di Stato permette di fare la segnalazione da casa, con SPID o CIE, e di scaricare il verbale entro 96 ore. La pre-denuncia online per i reati come la truffa e la frode informatica, invece, per ora è attiva solo in alcuni uffici del Lazio in fase di sperimentazione. Nel resto d’Italia si va di persona.

Qualcuno ha usato il tuo conto o ha chiesto un prestito a tuo nome
Se ci sono operazioni che non hai fatto sul tuo conto o sulla tua carta, segnalale alla banca e chiedi il rimborso. La Banca d’Italia, nella pagina sulle truffe nei pagamenti, spiega che le operazioni non autorizzate si possono disconoscere e che, se la banca nega il rimborso o non risponde entro 15 giorni lavorativi, puoi presentare ricorso all’Arbitro Bancario Finanziario. Non aspettare: per contestare un’operazione non autorizzata la legge sui servizi di pagamento fissa un limite di 13 mesi dall’addebito, che l’ABF considera un termine di decadenza.
Se qualcuno ha aperto un conto, una carta, un finanziamento o un contratto telefonico a tuo nome, scrivi all’ufficio reclami della società, per PEC o raccomandata, allegando la denuncia. Di’ chiaramente che non hai mai chiesto quel prodotto, chiedi di chiuderlo, di bloccare i solleciti di pagamento e di confermarti per iscritto che non ne sei responsabile.
Fai sempre quattro domande, e scrivi le risposte:
- quando è stato aperto il contratto;
- quale indirizzo, telefono ed email risultano;
- con quali documenti è stato aperto;
- qual è il numero della pratica di frode.
L’indirizzo o il numero di telefono usati spesso ti dicono dove arrivava la posta e quali altri tuoi dati aveva chi ha agito.
Controlla la Centrale dei Rischi e le banche dati sul credito
Per sapere se ci sono altri finanziamenti a tuo nome che ancora non conosci, guarda le banche dati che le banche consultano prima di concedere un prestito. Puoi farlo gratis.
- La Centrale dei Rischi della Banca d’Italia. Raccoglie le informazioni che banche e finanziarie trasmettono sui crediti concessi ai clienti. Secondo la Banca d’Italia l’accesso ai propri dati è gratuito, si chiede dal portale dei servizi online con SPID, CNS o CIE oppure inviando la richiesta con la copia di un documento, e la risposta arriva di norma entro 30 giorni.
- I sistemi di informazioni creditizie privati. Il più noto è quello di CRIF, che per le persone fisiche fornisce gratis l’accesso ai dati entro 30 giorni e permette di chiedere la rettifica delle anomalie con una richiesta scritta. Le finanziarie possono consultare anche altri gestori, a cui puoi fare la stessa richiesta.
Se trovi un finanziamento che non hai chiesto, contesta per iscritto sia con la società che lo ha concesso sia con il gestore della banca dati, allegando la denuncia, e chiedi che la segnalazione venga corretta.
In Italia non esiste il “congelamento” del credito
In alcuni Paesi si può bloccare il proprio profilo di credito per impedire a chiunque di aprire un prestito a proprio nome. In Italia questo strumento non esiste. Esiste un sistema pubblico di prevenzione delle frodi, gestito per il Ministero dell’Economia, che banche, finanziarie, compagnie telefoniche, fornitori di energia e altri soggetti aderenti usano per verificare i documenti presentati, come spiega la Consap. Ma lo usano le aziende, non il cittadino. Per questo i controlli periodici sulle banche dati del credito sono la difesa più concreta che hai.
Il furto che la Centrale dei Rischi non vede
Le banche dati del credito mostrano prestiti e carte. Non mostrano un’identità digitale creata a tuo nome, un rimborso fiscale dirottato su un altro IBAN o un profilo social aperto con le tue foto.
La Polizia Postale ha descritto un caso che conviene conoscere: con documenti e selfie rubati attraverso siti falsi che imitano l’INPS, i truffatori creano una seconda identità SPID a nome della vittima presso un altro gestore. Il sistema permette che esistano più identità SPID per lo stesso codice fiscale, e la seconda non blocca la prima. Così il titolare può non accorgersene per un po’, mentre chi ha la seconda entra nei portali pubblici, sottrae crediti fiscali e cambia l’IBAN registrato.
- Controlla l’area riservata dell’Agenzia delle Entrate e verifica che l’IBAN per i rimborsi sia il tuo e che non ci siano deleghe o accessi che non riconosci. La guida alle truffe a nome dell’Agenzia delle Entrate spiega come riconoscere i messaggi falsi.
- Controlla la tua posizione all’INPS entrando dal sito ufficiale inps.it, come consiglia la Polizia Postale, e non da link ricevuti.
- Se un account social è stato aperto o rubato a tuo nome, segnalalo alla piattaforma e indicalo nella denuncia. Per WhatsApp c’è la guida su come recuperare un account WhatsApp rubato.
Se una società non risponde o non corregge
Ci sono più strade, e servono a cose diverse.
- Arbitro Bancario Finanziario, per le controversie con banche e finanziarie su conti, carte, prestiti e pagamenti. Prima va presentato un reclamo alla banca, come ricorda la Banca d’Italia, che riceve anche gli esposti dei clienti attraverso il portale dei servizi online.
- Garante per la protezione dei dati personali, se una società tratta dati sbagliati su di te, non li corregge o non risponde alle tue richieste. Il reclamo si invia per PEC, raccomandata o consegna a mano, con il modello pubblicato sul sito.
- Ufficio reclami della società, sempre come primo passo e sempre per iscritto, così hai la data certa.
Se una finanziaria passa a un’agenzia di recupero crediti un debito nato da un furto di identità, rispondi per iscritto allegando la denuncia e la contestazione già inviata. Per riconoscere i falsi esattori c’è la guida sul finto recupero crediti.
Quanto ci vuole a rimettere le cose a posto
Rimettere a posto un furto di identità è una sequenza di lettere, telefonate e attese, non un’unica operazione. Se è coinvolto un solo conto, a volte si chiude in poche settimane. Se i dati sono stati usati con più società, può durare mesi, e una segnalazione corretta può ricomparire quando una società la trasmette di nuovo.
Nessun ente, servizio o avvocato può garantirti che ogni traccia sparisca o che i soldi tornino. Quello che controlli è la documentazione: la denuncia, le conferme scritte di ogni società, le contestazioni con la data. Quando qualcosa ricompare, è quella cartellina a rendere breve il secondo giro.
Nei mesi successivi conviene chiedere di nuovo i dati alla Centrale dei Rischi e alle banche dati private, leggere gli estratti conto riga per riga invece di guardare solo il saldo e attivare gli avvisi della banca su ogni pagamento.
Diffida di chi ti contatta offrendo di recuperare i soldi o di “ripulire” il tuo nome a pagamento. Chi è già stato colpito riceve proprio questo tipo di offerte. Le procedure ufficiali sono gratuite, e nessun ente chiede pagamenti con carte regalo, ricariche o criptovalute.
Niente di tutto questo dice qualcosa di te. Il furto di identità parte spesso da dati che erano conservati da qualcun altro, e chi ha commesso il reato è chi li ha usati.
Domande frequenti sul furto di identità
Dove si denuncia un furto di identità?
Alla Polizia di Stato, ai Carabinieri o alla Polizia Postale. Porta un documento, gli estratti conto, le lettere ricevute e i numeri delle pratiche aperte con banca e società, e chiedi la copia della denuncia: te la chiederanno banche, finanziarie, gestore SPID e Comune.
Posso bloccare il mio nome per impedire che aprano prestiti?
In Italia non esiste un congelamento del credito come in altri Paesi. Esiste un sistema pubblico di prevenzione delle frodi, ma lo usano banche e altre aziende per verificare i documenti. Tu puoi controllare gratis la Centrale dei Rischi della Banca d’Italia e i sistemi di informazioni creditizie privati, come CRIF.
Hanno fatto operazioni sul mio conto. Ho diritto al rimborso?
Le operazioni non autorizzate si possono disconoscere con la banca. Se la banca nega il rimborso o non risponde entro 15 giorni lavorativi, puoi ricorrere all’Arbitro Bancario Finanziario. Segnala subito: il limite per contestare è di 13 mesi dall’addebito.
SPID rubato: cosa fare?
Se ti hanno rubato lo SPID, chiedi subito al tuo gestore la sospensione dell’identità digitale, che per le regole dell’AgID va eseguita immediatamente in caso di sospetto uso fraudolento. Se usi l’app IO, blocca anche l’accesso all’app come indica la guida di IO. Poi controlla nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate e dell’INPS che non ci siano modifiche all’IBAN o accessi che non riconosci, e fai denuncia.
Mi hanno rubato la carta d’identità elettronica. Che cosa devo fare?
Chiedi il blocco al numero 800098558 indicato dal Ministero dell’Interno, fai denuncia e consegnala all’ufficio del Comune per avere una nuova carta, portando un altro documento di riconoscimento se ce l’hai.
Quanto tempo ci vuole a risolvere?
Dipende da quante società sono coinvolte: da qualche settimana per un solo conto a diversi mesi quando i dati sono stati usati in più posti. Conserva ogni conferma scritta e ricontrolla le banche dati del credito nei mesi successivi.
Quali sono le conseguenze del furto d’identità?
Le conseguenze più comuni del furto d’identità sono soldi spariti dal conto, prestiti o contratti aperti a tuo nome, solleciti di pagamento e segnalazioni nelle banche dati del credito, e a volte rimborsi fiscali dirottati su un altro IBAN. La denuncia e le contestazioni scritte sono quello che ti permette di dimostrare che non sei stato tu.
Si può mandare la carta d’identità su WhatsApp?
Mandare la carta d’identità su WhatsApp è possibile, ma fallo solo con persone o aziende che conosci e solo quando serve davvero. Poste Italiane ricorda che i documenti mandati a sconosciuti possono servire ad aprire conti a tuo nome senza che tu lo sappia. Se l’hai già mandata a qualcuno che ora ti sembra sospetto, tieni d’occhio la Centrale dei Rischi e i movimenti del conto.
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